LESIONI MENISCALI

Nel calcio sono frequentissime. Vediamo di distinguere i tipi di infortunio. Menisco interno ed esterno possono avere tempi di ripresa differenti e ciò per la loro differente conformazione. A forma di "C" il primo a forma di "O" il secondo. Più "spesso" quello esterno rispetto all'interno. Inoltre, il menisco interno sorregge il 50% del peso gravante sul proprio compartimento, rispetto al 75% che si sobbarca, dalla sua parte, quello esterno. In pratica la cartilagine della porzione esterna del ginocchio, quando si rimuove parzialmente o totalmente un menisco esterno (tecnica definita meniscectomia parziale o totale), si trova a reggere un carico a cui non è assolutamente preparata. Inoltre, il menisco esterno svolge una funzione più stabilizzante per il ginocchio e la sua rimozione crea una sorta di instabilità a cui conseguono tempi di adattamenti più lunghi. In conclusione il menisco esterno si rompe molto più raramente di quello interno ma, una volta operato, richiede tempi di ripresa dell'attività calcistica doppi rispetto all'interno e possibilità di complicazioni nettamente maggiori. La tecnica artroscopica ha accelerato i tempi di recupero, perché ha ridotto l'invasività dell'intervento (si taglia di meno) e ha permesso di attuare una selettività nella meniscectomia. Oggi, infatti, si asporta una porzione del menisco lesionato, mentre un tempo lo si asportava completamente. Capite, quindi, che, oltre a esterno e interno, bisogna definire la dimensione di tale esportazione. Se si "porta via" un piccolo frammento di menisco i tempi di ripresa sono nettamente più rapidi rispetto a una asportazione quasi totale. Una precauzione importante è quella di non operare immediatamente il menisco rotto, ma, ove possibile, di aspettare qualche giorno per risolvere l'infiammazione, evitando, così, fastidiose complicazioni nel dopo intervento. Per fornire dei possibili tempi di ripresa calcistica è giusto pensare a un mese per un intervento di meniscectomia interna e dai due ai tre mesi per una esterna. Inutile fare i "fenomeni", accelerare i tempi significa solo trovarsi, poi, a gestire complicazioni che ritardano notevolmente la guarigione.


LESIONI DEI LEGAMENTI DEL GINOCCHIO

Il ginocchio presenta quattro legamenti fondamentali, e altri meno "importanti" (quali, ad esempio, il legamento menisco femorale, il legamento mucoso...). Questi 4 sono: il collaterale interno (o mediale), il collaterale esterno (o laterale), il crociato anteriore e il crociato posteriore. Rara, nel calcio, la rottura del legamento crociato posteriore che, comunque, solo in pochi casi viene operata. Poco frequente anche la lesione del legamento collaterale esterno. Normalmente, il giocatore di calcio, va a "rompersi" il collaterale interno o il crociato anteriore. Tali lesioni possono essere isolate (ad esempio il solo collaterale interno) o più complesse (ad esempio collaterale, menisco e crociato contemporaneamente). La lesione isolata del legamento collaterale interno, oggi, viene operata poco frequentemente. Di solito si immobilizza il ginocchio (mantenuto in flessione) in un tutore per 2-3 settimane a seconda della entità del danno. Dopo questo periodo è fondamentale svolgere un adeguato programma riabilitativo. La ripresa della attività avverrà tra i 40 e i 60 giorni dall'infortunio. É del tutto normale il persistere di un "dolorino", all'interno del ginocchio, ogni qual volta si calci con l'interno del piede, per almeno 6 mesi dall'infortunio. Quando ci si va a "rompere" il legamento crociato anteriore la terapia è quasi sempre chirurgica (il "quasi", nel calciatore, è legato solo alla remota possibilità di un semplice "stiramento" del legamento, senza alcuna interruzione). L'operazione, oggi, consiste nel trapianto (al posto del legamento) di una striscia di tendine prelevato dal tendine rotuleo o dai tendini della zampa d'oca del paziente stesso. In alternativa al proprio tendine, si sta tentando di utilizzarne uno prelevato da cadavere (pratica, peraltro, vietata in Italia). Alla luce delle conoscenze attuali tale trapianto risulta meno resistente rispetto a quello praticato con prelievo dal paziente stesso (Mark J. Friedman, 63nd annual meeting, Atlanta, Georgia, February 1996). I tempi di ripresa sono da calcolare intorno ai 6 mesi per l'evento agonistico. In pratica si comincia a correre verso il sessantesimo giorno e a giocare verso il quarto mese. Anche qui è considerato utile aspettare due o tre settimane prima di procedere con l'operazione, e si deve mobilizzare il ginocchio immediatamente dopo (non lasciarlo bloccato come si faceva un tempo). Quindi, è necessario lavorare molto per favorire il rafforzamento dei muscoli sin dalla prima settimana (ovviamente secondo gradi di lavoro e carichi progressivi), seguendo le istruzioni del chirurgo e del fisioterapista a cui dobbiamo "assolutamente" rivolgerci, perlomeno nei primi due mesi.


DISTORSIONE DI CAVIGLIA

Nella stragrande maggioranza dei casi il trauma distorsivo avviene in varo, ossia piegando il piede verso l'interno, con stiramento o rottura dei legamenti siti all'esterno della caviglia (tra malleolo peroneale e piede o, meglio, tra malleolo peroneale e astragalo o tra malleolo peroneale e calcagno). Si suole distinguere tre gradi di lesione dei legamenti. Per dirla in breve, vengono differenziate le distorsioni che lasciano dolore nel dopo partita da quelle in cui l'articolazione si gonfia immediatamente costringendovi a usicre dal campo saltellando sulla gamba sana. Nel primo caso è facile si tratti di un trauma leggero, che si risolve con qualche giorno di riposo, mentre nel secondo è possibile che si sia creata una lesione legamentosa seria, che potrebbe anche richiedere l'ingessatura. Il mio consiglio è di sottoporsi a visita specialista, di rispettare i tempi di riposo (con gesso o bendaggio) che vi verranno proposti e di non trascurare assolutamente il programma riabilitativo da effettuare in seguito alla rimozione di benda o gesso. Oggi la stragrande maggioranza delle scuole ortopediche europee e statunitensi propende raramente per l'intervento chirurgico in fase acuta. Anche le distorsioni gravi guariscono bene con un gesso. L'intervento viene proposto quando esista una notevole instabilità (il che capita spesso quando si trascura una distorsione che andrebbe ingessata e la lesione ai legamenti non si risolve). Concludendo: l'evento distorsivo della caviglia va a colpire in maniera più o meno grave i suoi legamenti, i tempi di guarigione variano da una settimana a 2 mesi a seconda dell'entità del danno. Come pronto soccorso bendatela immediatamente e ponetevi sopra la borsa del ghiaccio, quindi consultate uno specialista (da abolire i cosiddetti "giustaoss" che tante instabilità croniche hanno creato nella storia del calcio!!!).


LESIONI MUSCOLARI

I cosiddetti stiramenti o strappi vengono classificati in tre gradi di lesione, dal modesto stiramento (elongazione) alla vera e propria rottura (quando resta permanentemente un buco nel muscolo) passando per lo strappo (distrazione). Qualcuno li classifica in quattro livelli, ma cambia poco sul piano pratico. Il muscolo, infatti, guarisce da solo, basta rispettare i giusti tempi di riposo.Quando un dolore muscolare insorge in maniera ridotta e riuscite a camminare senza sentirlo, è facile si tratti di un primo grado, che guarisce in una o due settimane. Se, invece, siete costretti a uscire dal campo e trovate difficile camminare, si tratta di un danno maggiore che potrebbe richiedere un mese di riposo. L'ecografia muscolare è l'esame specifico che permette di determinare meglio il grado di lesione, solo in alcuni casi ci si avvale della risonanza magnetica nucleare. Nei ragazzi in crescita (11-17 anni) è utile anche la radiografia, per escludere che il muscolo possa aver "strappato" l'osso dove si inserisce. Questo evento non è grave, basta rispettare un periodo di riposo maggiore.Il muscolo guarisce da solo, guai, però, a immobilizzarlo troppo (pericolosissimi i gessi!), si rischia di creare brutte cicatrici al suo interno. La cura consiste nel confezionare un bendaggio compressivo per i primi 3 giorni e, dopo 7-10 giorni, nel praticare una leggera ginnastica di allungamento (senza, ovviamente, forzare) e qualche terapia fisica. Questo non per guarire prima, ma per evitare la complicazione più classica, ossia la fibrosi (cicatrice nel muscolo). A guarigione avvenuta è utile rinforzare il muscolo danneggiato prima di cominciare a correre e a giocare a calcio.